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Chiude ONLUS, apre SRL
14 febbraio 2011|Professione

Chiude ONLUS, apre SRL

Chiude ONLUS, apre SRL

Avete mai veramente fatto i conti di quanto vi costa mantenere attiva la vostra simpatica ditta individuale da fotografo professionista (se siete una società di diversi individui e siete ancora in attività non avete bisogno di leggere questo post)? Avete mai tirato veramente le somme a fine anno per capire dove vadano a finire i soldi che non riuscite mai a metter da parte e che nonostante vi spacchiate il culo tutti i santi giorni sembrano svanire nel nulla? Questa è una di quelle faccende che, se fatte come si deve, ti mettono addosso una depressione nauseante. Solo per il fatto di mettere nero su bianco dei numeri reali vuol dire prenderene coscienza. E quando li leggi, li, tutti in fila, non puoi non vedere che così non va. Una singola persona che deve pagare le tasse e cercare di non diventare un fuorilegge (nel senso meno romantico della parola) deve avere sotto controllo tutte le cifre per non rischiare di trovarsi inguaiato. Se poi si sta iniziando e risulta ancora nebuloso il meccanismo del preventivare/incassare/pagare/fatturare il tutto si complica ulteriormente. Molto fortunatamente si possono avere degli strumenti utilissimi a salvaguardia del proprio portafoglio.

Uno dei temi che angustiano i fotografi è il benedetto preventivo. Come, quanto, perchè? A giornata? A cottimo? Si, mille domande come queste ce le siamo fatte tutti. Ma avete mai considerato che l’uso della vostra attrezzatura va calcolato a parte? Avete mai pensato che il rimborso chilometrico non è solo la benzina consumata? Ora non mi dilungherò su tutte le piccole questioni, il significato non è questo, ma quello che voglio segnalarvi sono alcuni utili “tools” che possono salvare voi, come singoli, ma anche la categoria tutta. Perchè non c’è nulla di più salutare che un fotografo ben informato!

A livello italiano abbiamo l’utilissimo tariffario dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti, Tau Visual insomma. E’ un piccolo e semplice sistema on line che tramite l’inserimento di alcuni dati vi permette di farvi un’idea del prezzo reale da applicare ad un determinato servizio. Le domande non sono molte ma permettono di incanalare le vostre esigenze ed avere un riscontro ottimale. Si possono avere info anche sui diritti di utilizzo (spesso territorio sconosciuto) e altre situazioni particolari. Il programma è gratuito per i tesserati. Ora, diciamo una cosa fuori dai denti, io faccio parte del direttivo e non vengo pagata minimamente come tutti i miei colleghi. Tutti i componenti del direttivo sono persone con la voglia di dare un contributo a questa realtà estremamente utile e giovane (eh si, possiamo vantare l’età media più bassa tra le associazioni). E cavoli, 100 euro di tessera annuale vale dieci volte tutto quello che l’associazione offre. Io sono tesserata dall’anno in cui ho iniziato l’attività, il 2001, e l’investimento mi è sempre tornato indietro in un modo o nell’altro, sempre. In ogni caso è senz’altro il riferimento nazionale più autorevole. Questo non vuole dire che non potete fare un preventivo senza ogni volta consultare il tariffario, ma se ogni tanto verificate le cifre che vi vengono indicate li dentro, potete rendervi conto di quanto state svalutando la vostra professionalità. E’ un potente deterrente al mandare in malora la categoria in generale perchè i prezzi non sono fatti sulla base della fantasia di qualcuno, ma sul duro e lungo lavoro di un minuscolo gnomo schiavizzato che si è messo a considerare tutti quei piccoli costi di mercato, e sottolineo di mercato, che compongono i costi di gestione della nostra attività. Il mio ex socio diceva di prendere i prezzi Tau Visual ed applicarli al 50%. Ecco perchè ex! E da quella società ho ricavato solo debiti!

Per chi invece ha visioni più internazionali c’è fotoQuote. Questo software in inglese si può acquistare a 149,99 dollari e il principio di funzionamento è lo stesso. Dare indicazioni di prezzi in base alle categorie di foto che il cliente vi chiede di fare. Si possono prezzare foto stock o servizi su commissione e gli aggiornamenti contemplano prezzi sempre attuali. La complessità delle varianti permette una considerazione analitica. Disponibile anche una demo, un video e un manuale.

Altro strumento per realizzare preventivi è Blinkbid. Sempre in inglese costa 229 dollari. Permette di scaricare l’intero software in trial version che dura 14 giorni senza limiti di utilizzo. C’è la possibilità di abilitare la lingua italiana ma non tutto è stato tradotto. E’ però molto versatile e vi permette di personalizzare anche le voci da inserire. L’infinità di cose che include è impressionante e molte sono voci che normalmente sfuggono. La qualità che ha in più questo software è che vi permette di passare da modalità preventivo a fattura riportando i dati in automatico e vi permette di stampare entrambi i documenti. Un piccolo gestionale insomma.

E sempre per rimanere in tema internazionale vi segnalo un altro strumento STRAFIGO. Questo è solo per stomaci forti però. Si tratta del CDB (Cost of Doing Business) Calculator. Un semplice calcolatore on line sviluppato per la National Press Photographers Association  che vi permette di determinare la cifra giornaliera da chiedere in base ai vostri costi di attività. Ovvero qual’è la soglia tra la sopravvivenza e la morte. Affrontatelo solo se siete pronti perchè il rischio è realizzare di essersi svenduti per un tozzo di pane fino a ieri. Però, meglio tardi che mai! Questo simpatico strumento vi richiede l’inserimento delle cifre che annualmente sostenete per mantenere la vostra attività, quali telefono, benzina, assicurazione, stipendio etc. Alcune di queste le potete ottenere chiedendo al vostro commercialista un prospetto dei vostri costi di attività a fine anno. Farlo regolarmente a fine gennaio può far capire se e quanto abbiamo regalato ai nostri clienti e con quali non lavorare più. Realizzato per i fotogiornalisti si applica tranquillamente a chiunque abbia l’esigenza di una tariffa giornaliera; non solo per chi documenta fiere od eventi ma a chiunque abbia necessità di una cifra indicativa da considerare tetto limite. In questo modo sapete quando dire di no. Più chiaro di così!

E per concludere lo strumento che continene un pò tutto quello che ho descritto qui: lui, il mitico, unico, inimitabile bibbia, Best Business Practice for Photographers. Non bastava semplicemente consigliarlo citandone il titolo, bisognava elencare alcuni dei contenuti per far capire il valore di questo Primo Comandamento! Si, lo so che è in inglese (aho, pare che in Italia venda di più un workshop con donnina seminuda che la traduzione di un libro fighissimo…) ma non è difficile. E le porte che apre sono inimmaginabili. Io sono arrivata appena alla pagina 87 (ne ha più di 500) e ho trovato degli spunti veramente indispensabili.

Una piccola chicca video, dalla bocca dello stesso autore, la trovate qui. Sono convinta che se tutti i fotografi avessero a cuore l’etica professionale e seguissero alcune dei suggerimenti dati da Harrington, la reputazione della fotografia non si sarebbe sputtanata così e non sentiremmo più parlare di colleghi che si svendono per due lire (facendo peraltro male solo a loro stessi). E se è vero il detto che non esistono brutti soggetti ma solo pessimi fotografi, è anche vero che non esistono clienti stronzi ma fotografi ignoranti.

Se non vi basta leggete anche il post di Sara qui.

Ed è con questo spirito che dichiaro chiusa in data 31/12/2010 la mia personale ONLUS e dichiaro aperta la mia SRL, in puro spirito business. Amen.

17 comments
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17 coments

  • 14 febbraio 2011 alle 20:15

    Migliore titolo ever :)

    • Barbara
      14 febbraio 2011 alle 20:19

      e anche miglior intenzione, ever! :-)

      • 14 febbraio 2011 alle 20:27

        completamente off topic: mi piace un casino la foto usata per illustrare il post

        • Barbara
          14 febbraio 2011 alle 20:28

          ah, luce in fondo al tunnel?? bhuaahahahahahha

  • 14 febbraio 2011 alle 20:16

    … Ooh Jesus…!
    Alleluia … alleluia!!!
    è così che il signora illumina la nostra strada…
    Alleluia … alleluia!!!
    è così che l’uomo innalza il proprio spirito…
    ..tutti insieme … Alleluia … alleluia!!!
    Grazie signoreeee.
    Andate in pace fratelli.. e ricordo che prima di uscire da questo luogo sacro e previsto un banchetto sacrificale per i miscredenti… con aperitivi sul tavolo di sinistra! 😉

    • Barbara
      14 febbraio 2011 alle 20:20

      non sei abbastanza abbronzato per questi canti 😀

  • 14 febbraio 2011 alle 23:54

    Cavolo mi hai superato di pagine sulla lettura della bibbia!
    Proposta: facciamo che l’associazione manda via mail una pagina di Harrington agli iscritti con la richiesta di tradurla, a gratis, per contribuire in forma non economica alla divulgazione di materiale utile alla collettività.
    Ok togliamo i pigri, i non alfabetizzati all’inglese, i nonciòtempo, ce se ne esce in poco tempo. Si rinvia tutto alla Tau che lo inserisce nel sito in stile wikipedia, ossia accessibile e fatto dalla comunità. Non so cosa comporta in termini di diritti, ma a pensarci è così assurda come cosa che quasi quasi ci credo!

    Grazie per dritte, CDB non lo conoscevo. 😀

    • Barbara
      15 febbraio 2011 alle 10:05

      Sapevo che lo stavi leggendo :-) Per me è diventato una droga: leggo una pagina poi vado a verificare le cose, le provo e le applico. E’ per questo che vado lenta. Una vera fonte inesauribile.
      Sulla traduzione mi sa che non si può fare così alla leggera, anche se servirebbe veramente tanto :-)

  • 15 febbraio 2011 alle 09:22

    Brava Barbara! :)

    • Barbara
      15 febbraio 2011 alle 10:06

      ;-D

  • 15 febbraio 2011 alle 11:14

    Grazie Barbara, ancora una volta e in meno di 24 ore :-)

    Condivido in pieno tutte le tue riflessioni, anche per me è una lotta continua (alla sopravvivenza), con “concorrenti” che svendono il lavoro e prospect la cui frase più ricorrente è “mi dispiace, ma la sua offerta è fuori budget”.
    Non voglio contribuire alla svendita di questa nobile professione!!!

    • Barbara
      15 febbraio 2011 alle 13:00

      Non so se hai ascoltato il discorso di Harrington che ho linkato sopra, ma in sostanza dice che se un cliente che non vuole lavorare con noi è solo per una questione di business e non è una questione personale. Come quando noi ci facciamo fare dieci preventivi prima di acquistare un’automobile e poi decidiamo per quello che ci segue meglio o per il miglior compromesso qualità/prezzo. Non è niente di strano. E’ però ovvio che se cerco una Fiat Cinquecento non posso andarla a cercare dal rivenditore Ferrari. Eccoperchè è importante delineare il proprio prezzo/valore e proporsi sul giusto livello di mercato. Un fotografo da 3000 euro al giorno morirebbe di fame cercando di lavorare per i supermercati come morirebbe di fame un fotografo da 300 euro al giorno che cerca clienti tra i gli stilisti di alta moda. Il primo non h ail prezzo adeguato, il secondo non ha le competenze. Mai svendersi ma nemmeno sopravvalutarsi. E’ un mondo difficile…… :-)

  • 18 febbraio 2011 alle 21:41

    E’ un pò che avevo addocchiato la “bibbia” e l’altra sera dopo aver letto il tuo post mi sono deciso! Arrivato oggi, puoi ufficialmente chiedere la provvigione a John Harrington per la vendita :-)
    Adesso tocca sfoderare l’ “ottimo inglese parlato e scritto” del mio vecchio curriculum :-)

    Libri a parte, la questione su “io non mi svendo, però intanto gli altri lavorano” vale in molti campi. Io credo che sia fondamentale identificare il proprio target di clientela e porsi in modo adeguato sia come offerta di prodotto che di conseguenza come costi e cercare di non spostarsi troppo da quella linea. I buoni clienti di solito chiamano altri buoni clienti, ma la relazione vale anche al contrario per cui un pessimo cliente accontentato andando al ribasso (e facendoci impazzire!) porterà tendenzialmente suoi simili.
    E poi io ho notato in molte occasioni che il detto “meno pagano e più esigono” è assolutamente vero! Quindi….ben venga la S.R.L.! :-)

    • Barbara
      20 febbraio 2011 alle 16:46

      A mia volta ho avuto suggerimento di quel libro da qualcun’altro (che ora mi sfugge). Quindi il passaparola funziona con le cose veramente valide.
      In merito al resto c’è da aggiungere che se impari ad essere obiettivo su di te, poi riesci ad esserlo coi clienti evitando inutili testate contro il muro :-)

      • 24 febbraio 2011 alle 15:17

        Io Io! Te l’ho passato io!
        Maestra, dammi una stellina! 😛

        (bwahahah)

        • Barbara
          24 febbraio 2011 alle 18:42

          (non ti sfugge niente eh…mannaggia..) ok, stellina per Bruko ;-D

  • 25 febbraio 2011 alle 16:16

    Grazie Baby. Quel libro lo sto studiando e sono a metà: diciamo che il tuo post ha sottolineato nella mia mente che lo devo finire! Post molto molto interessante!!!!

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