Follow me

Partita Iva e fiscalita’
16 febbraio 2013|Amsterdam

Partita Iva e fiscalita’

Partita Iva e fiscalita’

Tornando al “manuale del piccolo fuggitivo” (leggi expat), per concludere definitivamente i rapporti con l’Italia in questa settimana abbiamo fatto l’iscrizione all’AIRE, che in pratica permette di rendere effettiva la propria assenza sul territorio italiano in modo da non pagare tasse sui rifiuti (che ovunque tu sia, domiciliato, residente, ospite o altro, in qualche modo te le appioppano – io ero residente a casa dei miei genitori ma volevo domiciliarmi nella casa in affitto col Nik, a due chilometri di distanza, nello stesso comune, e me le volevano far pagare DUE volte!! Supponevano il dono dell’ubiquità evidentemente) e di poter votare dall’estero. Noi purtroppo siamo arrivati un pò tardi e quindi a questo giro ci godiamo le primarie da spettatori.

L’altra operazione importante di questa settimana è stata aprire partita iva olandese, ovvero chiedere il KvK (càvècà come lo scrive Nik) nummer. Ha le stesse identiche funzionalità della nostra partita iva. Si va all’ufficio della Camera di Commercio e in circa mezz’ora si esce col proprio numero di attività, registrata regolarmente. Costo della pratica: zero. Da quest’anno il governo ha deciso di eliminare le quaranta euro di costo di registrazione, pensandolo probabilmente un incentivo per tutte le attività. La fase successiva è stata la ricerca di un commercialista. La fiscalità del posto è talmente semplice che molte delle persone che conosco si fanno da soli la dichiarazione trimestrale (registrando il tutto su dei semplici fogli excel) e si affidano ad un consulente solo per i reddito di fine anno. Ci sono diversi fiscalisti che chiedono un pagamento orario e a conti fatti si può arrivare anche a pagare 50/100 euro l’anno.

Ripeto: C E N T O – E U R O – L ‘ A N N O.

Quali sono gli obblighi fiscali? Come funziona? Eccovi un piccolo riassunto:

  • se si è iscritti come liberi professionisti si ha l’obbligo di avere almeno tre diversi clienti l’anno
  • si deve giustificare un ammontare annuo di circa 1.250 ore lavorative (equivalenti ad un part time) semplicemente annotando sulla propria agenda gli impegni settimanali; notare bene, un appuntamento o un pranzo col cliente sono ore lavorative, un corso di aggiornamento anche se fatto davanti al proprio pc in casa è orario lavorativo… capite?
  • non ci sono costi fissi annui
  • la percentuale di tasse da versare entro la soglia dei 30mila euro e sul 32%
  • per chi apre una nuova attività ha uno sgravio fiscale per i primi due anni di circa 2.100 euro
  • per chi è libero professionsita (one man business) ha per tutta la durata della sua attività uno sgravio fiscale di 7.000 euro circa (scusate l’imprecisione ma mi sono accontentata delle cifre a casaccio); quindi in sostanza per chi inizia i primi 9mila-e-rotti euro non sono tassati;
  • le cose deducibili sono grosso modo come quelle in Italia con la differenza che sotto le cento euro non serve fattura, basta lo scontrino; così si includono i pranzi, i caffè (anche per più persone, perchè se tu paghi il caffè ai tuoi clienti è giusto che te li puoi scaricare) e via dicendo
  • avere una partita iva non esclude la possibilità di essere assunti come dipendenti, magari part-time
  • in sostanza se non si guadagna nulla durante l’anno, al massimo si spendono le 100 euro del commercialista (perchè anche a guadagno zero la dichiarazione dell’iva va fatta)
  • la pensione è facoltativa e personale (almeno se la versi, prima o poi sei sicuro che ti torna! Io i mei dieci anni di contributi li rivedrò mai??)
  • non ci sono gli studi di settore (non so se esistano per situazioni di company grosse…. comunque io faccio ancora fatica a credere che nessuno mi venga a dire che non sono congrua; magari domani mi sveglio ed è stato tutto un sogno)

Com’è possibile tutto questo? Perchè il governo olandese CREDE ai suoi cittadini; parte dal presupposto che sei in regola, poi se ti fanno un controllo devi poter dimostrare di essere a posto, ma la filosofia di base è che tutti pagano le tasse e sono onesti; e la finanza qui non vuol dire mazzette e pagamenti coatti per “poterne venir fuori con le mutande addosso”.

Vi assicuro che non è poca cosa la sensazione che si prova.

[Per chi legge questo articolo senza prendersi la briga di capire chi sono e cosa faccio, sappiate che non posso aiutarvi con informazioni di tipo amministrativo, non sono un commercialista, non ne conosco che parlino italiano e non sono un ufficio informazioni. Leggetevi anche questo altro mio articolo, grazie.]

29 comments
Share

29 coments

  • 3 marzo 2013 alle 11:27

    io e la mia ragazza e mia figlia stiamo valutando di spostarci in olanda, anche se non escludo altre due mete che ancora stiamo studiando, berlino e sidney, ma al momento vince per la maggiore olanda..
    In italia le tasse sono molto molto pesande e i servizi scadenti.

    • Barbara
      3 marzo 2013 alle 20:52

      Anche qui non si scherza e non ci vanno giù morbidi con chi non paga, però i servizi esistono, sono buoni e tutte le persone sono trattatie alla stessa maniera :-)

  • 4 marzo 2013 alle 21:39

    e fanno bene ad andarci giù pesante con chi non paga! comunque stiamo leggendo volentieri tutti i tuoi articoli su Amsterdam, siete diventati un nostro punto di riferimento per alcune informazioni :) :)

    • Barbara
      4 marzo 2013 alle 22:19

      almeno ora so che non li ho fatti proprio per nulla:-) grazie

  • 19 marzo 2013 alle 09:08

    Ciao Barbara,

    ormai anche noi abbiamo preso la decisione di espatriare, certo… per noi è un bel casino con due figli piccoli e un sacco di roba da vendere (soprattutto una grande casa/studio).

    I tuoi post sono illuminanti da questo punto di vista. Quello che volevo capire è come hai risolto il problema della lingua. Parlano, come si dice, tutti anche inglese? Stai studiando l’olandese sul posto?

    • Barbara
      19 marzo 2013 alle 17:22

      Qui tutti gli olandesi parlano inglese, è vero, anche al mercato o i vecchietti dei negozi storici. Io l’olandese un 20% lo capisco perchè assomiglia un pò al tedesco ( ma non glielo dire a loro) e qualcosa ha dell’inglese, ma è una lingua difficilissima. Piano piano stiamo assimilando paroline ma da qui a studiarlo… e poi, sinceramente, non ho intenzione di morirci in Olanda :-)
      Se hai intenzione/necessità di cercare lavoro da dipendente il 95% richiede l’olandese e l’inglese fluenti, se lavori come free-lance te la cavi anche col solo inglese. Ma con tutta la gente che si sta spostando qui sta diventando molto difficile tutto. E se non hai un minimo di soldi da parte non ce la fai. Per farti un esempio, se richiedi una carta di credito devi dimostrare di avere uno stipendio. Se hai tanti soldi da parte ma nessun ingresso, te la scordi! Decisamente hanno regole diverse…

  • 20 marzo 2013 alle 13:13

    Ciao Barbara,
    ho appena aperto (cioé lunedí) una mia piccola azienda Sweet Island con iscrizione alla Camera di Commercio (KVK) e oggi sono stata dal commercialista. Avendo capito poco, mi sono messa su internet a cercare piú chiarimenti.
    Grazie per questo post, scritto in modo semplice e chiaro.
    Buona giornata

    • Barbara
      20 marzo 2013 alle 16:37

      Beh, se ti serve altro ti do indicazioni volentieri, come del resto altri hanno fatto con me a suo tempo :-)
      Good luck!

  • Andrea
    5 aprile 2013 alle 13:34

    Grande guida su come trasferirsi in Olanda Barbara e molto interessante!

    • Barbara
      5 aprile 2013 alle 22:49

      Ci starai mica facendo un pensierino pure tu?? :-)

  • Andrea
    6 aprile 2013 alle 16:04

    Non per ora, ma non si sa mai, è sempre bene sapere di avere diverse opzioni.
    facci sapere invece come va col clima, io odio il freddo, forse questo è l’unico fattore negativo dell’Olanda.

    in bocca al lupo!

    • Barbara
      7 aprile 2013 alle 17:50

      Vedrò di parlare anche di questo. A presto.

  • Maddalena
    4 ottobre 2013 alle 16:00

    Ciao Barbara, grazie per il tuo post..
    pensi sia così facile aprire una piva anche per un orafo? in italia, tra controlli per rilasciare timbri e tasse non ne venivo più fuori.. sai darmi qualche dritta? o a chi posso rivolgermi?

    grazie e buon weekend 😉

    • Barbara
      4 ottobre 2013 alle 17:27

      Mi spiace, non ne ho la più pallida idea. L’unica è andare alla camera di commercio olandese e chiedere direttamente. Sono gentili, veloci e professionali. Buona fortuna.

  • Giovanni
    2 febbraio 2014 alle 16:13

    Ciao, grazie mille per tutte le informazioni preziose che ho potuto leggere, mi sono molto di aiuto, ma volevo capire anche un altra cosa, in Italia se apri una partita IVA devi pagare 840€ ogni tre mesi, in Olanda invece è a costo zero??? o altrimenti sapete dirmi quanto costa??
    Grazie mille anticipatamente…
    Buona giornata

    • Barbara
      3 febbraio 2014 alle 10:44

      Ciao Giovanni, come ho detto ad altri io non sono un commercialista, sono una fotografa e scrivo qui solo le mie esperienze, quindi col passare del tempo le cose possono cambiare. Da quello che scrivi intuisco che le 840 euro di cui parli sono i contributi obbligatori per l’INPS (quindi legati si alla partita iva ma non per la sua stessa esistenza). Qui in Olanda i versamenti per il pensionamento sono volontari (parliamo sempre di lavoratori autonomi), quindi non obbligatori; non c’è nulla da versare che equivale a quella cifra/funzione. Ovviamente va da se che se non li versi poi la pensione te la scordi, quando sarà l’ora. Ma perlomeno decidi tu se e quando versarli. Visto che in Italia il sistema pensionistico sta per fallire, non rivedrò mai i miei anni di contributi versati. Meglio tenerseli in tasca a questo punto o farsi un piano pensionistico privato. Ciao.

  • Marco
    29 aprile 2014 alle 00:01

    Ho letto con sbigottimento il tuo post sul sistema fiscale olandese. Ma anche l’olanda è in Europa, quindi (se è il caso) anche tu dovrai presentare una dichiarazione Intrastat. Ti prego dimmi che ti costa cara e che è così complessa che devi rivolgerti a un professionista per farla. Io ancora non mi capacito che esista un simile obbligo per gli europei e non verso qualsiasi paese lontano.

    • Barbara
      4 maggio 2014 alle 10:12

      Mi spiace darti questa notizia ma io l’intrastat non la pago. Il mio commercialista mi ha risposto “ci metto dieci secondi a farla, cosa vuoi che ti faccia pagare?”. E gliel’ho chiesto almeno tre volte per conferma. Quindi si, la faccio, no, non la pago.

  • Marco
    20 maggio 2014 alle 19:01

    ciao
    abito ad Amsterdam da un anno a periodi alterni (qualche mese all’anno a intervalli)
    e lavoro free-lance
    per ora ho lavorato per clienti extra Olanda ma ora ho avuto richieste anche da architetti olandesi
    quindi devo prendere la residenza e aprire una partita IVA
    in questo caso perdo la residenza in Italia?
    anche se vado e vengo?
    in Italia ho una casa sulla quale ho un mutuo che scarico dalle tasse
    se prendo la residenza in Olanda non lo posso più fare anche se in questa casa ci abito quando vengo in Italia?
    grazie

    • Barbara
      20 maggio 2014 alle 22:45

      Perdonami ma al di fuori della mia personale esperienza non so nulla. Ti dovresti rivolgere ad un commercialista. Oppure prova allo sportello Acli, ad Amsterdam sono in Kerkstraat, sono italiani volontari che aiutano i connazionali in varie questioni anche fiscali.

  • Andrea
    12 settembre 2014 alle 15:09

    ciao, anche io abito in Olanda da qualche mese e sto seriamente prendendo in considerazione di aprire qui la partita iva. Il tuo articolo è molto interessante e esplicativo, ma stavo leggendo la guida che si trova su kvk.nl e per le tasse rimanda ad un tabella http://www.expatax.nl/tax-rates-2014.php
    Qualcuno può spiegarmi cos’è il TAX PER BRACKET? Non mi tornano le cifre a cui facevi riferimento del 32% di tassazione. grazie mille in anticipo!

    • Barbara
      12 settembre 2014 alle 22:27

      Guarda, non ho idea. Le percentuali di cui parlo qui sono puramente indicative. Ancora non ho avuto modo di pagare le tasse grazie alle agevolazioni.

      • Andrea
        16 settembre 2014 alle 18:09

        Rieccomi, sono stato oggi al tax office di Rotterdam a chiedere indicazioni, mi hanno confermato che fino a 30mila e rotti euro le tasse ammontano al 42% circa, sono pienamente d’accordo con te che le agevolazioni e gli sgravi aiutano molto all’inizio.
        Per il resto sono stati un po vaghi…
        Ecco qualche domandina nuova: hai dovuto aprire un conto corrente per la tua attività? Leggevo qualcosa a proposito dell’assicurazione sanitaria, bisogna farne una specifica per l’attività o si può usare quella da privato residente in Olanda…o meglio tu come ti sei mossa a riguardo? grazie mille ancora 😉

        • Barbara
          18 settembre 2014 alle 19:04

          Per il conto corrente si, devi averlo olandese, anche perchè altrimenti non puoi pagare le tasse o avere i rimborsi (è tutto facile e automatico tramite codici bancari). Sull’assicurazione non so, io come free lance ho la mia privata, cioè la base obbligatoria. Dovresti andare a chiedere all’ufficio delle tasse (non parlano inglese al telefono ma di persona si). Inoltre puoi richiedere il contributo sanitario per chi guadagna meno di 19 mila euro. Ti rimborsano circa l’88% di quello che paghi. Se però guadagni di più allora tutto si blocca e te la devi pagare in pieno.

  • Claudia
    26 maggio 2015 alle 15:59

    Ciao Barbara! Meraviglioso articolo, sto pensando di scappare dall’Italia e l’Olanda è un paese che mi attira particolarmente. Leggendo il tuo articolo poi, la voglia aumenta! Anch’io sono libera professionista, però mi occupo di scrittura. Ti vorrei chiedere una cosa, se la sai e vuoi aiutarmi: se apro azienda come free-lance in Olanda, io posso continuare a lavorare con i miei clienti italiani?

    Grazie, bellissimo blog!

    • Barbara
      26 maggio 2015 alle 16:06

      Ciao Claudia. Per aprire partita iva olandese devi essere residente qui e poi puoi lavorare con chiunque in giro per il mondo. Io stessa ho ancora molti clienti italiani che continuo a seguire. Quindi nessun problema. Ciao e buona fortuna.

      • Claudia
        26 maggio 2015 alle 16:08

        Ciao Barbara, grazie per la tempestiva risposta! :-) Si è proprio quello che vorrei fare, trasferirmi in Olanda! Sentendo questo, credo ancor di più che sia il posto giusto per me!

        Grazie a presto!

        Claudia

  • samanta
    13 aprile 2016 alle 11:51

    ciao Barbara per caso avresti da suggerirmi il nome di un commercialista ad Amsterdam che parli sia italiano sia inglese? Dovrei trasferirmi ad Amsterdam a Luglio 2016 e dovrei aprire partita Iva in Olanda per mantenere un cliente che ho in Italia. Ho letto che in Olanda per avere la partita iva servono almeno tre clienti diversi, ma tre clienti al momento di aprire la partita iva oppure c’è un margine di tempo (tipo entro il primo anno) per raggiungere i tre clienti?
    grazie in anticipo
    Samanta

    • Barbara
      13 aprile 2016 alle 12:15

      Non conosco commercialisti che parlino anche italiano. Ma non ti serve se sai l’inglese.
      Per i tre clienti, sono all’anno, quando fai la dichiarazione, se ti iscrivi come zzp (one man business). Il libero professionista in Italia insomma.
      Se hai richieste varie iscriviti al gruppo IPN su linkedIn.
      In bocca al lupo.

  • Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Post Recenti
    Archivio