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Storia di un portfolio
28 marzo 2015|Professione

Storia di un portfolio

Chi ci è passato sa benissimo quanto sia difficile lavorare sulla selezione delle proprie fotografie per la creazione di un portfolio. A volte è praticamente impossibile vederle in maniera distaccata e non si riesce ad avere una visione lucida di cosa funziona e cosa invece è meglio sacrificare. In fondo è come chiedere ad una buona madre quale dei suoi tanti figli ama di più. Col passare del tempo si acquista un pò di autocritica ma io consiglio a tutti di farsi aiutare da un occhio esterno. Affidatevi ad un collega che stimate e che non vi risparmierà i colpi di accetta (la mia mietitrice è stata Sara). Lasciare ad altri la responsabilità di selezionare le vostre immagini/figlioli vale a pieno come psicoterapia, ve lo dico. Pianti e depressione sono assicurati ma poi l’accettazione arriva e una nuova carica di energia prende il sopravvento e fa venir voglia di conquistare il mondo. E’ un pò la sensazione che si ha dopo un nuovo taglio di capelli o una lunga e proficua giornata di shopping (per i maschietti forse non vale come esempio; fate voi).

La mia amica make up artist Chiara si è messa nelle mie mani per fare questa operazione di rinnovo del portfolio e forse sono stata molto più di un semplice editor. Ho voluto spronarla al meglio per mettersi in gioco e dare voce ai suoi sogni e desideri per poter davvero confezionare un prodotto che arrivasse al pubblico giusto per il lavoro che lei sogna di fare. Chiara è una persona che ha mille interessi e presa dalla paura di annoiarsi tende a perdersi rincorredo fuochi di paglia che si spengono in fretta. Ma un’idea le fa illuminare il viso: fare il trucco per la moda. E su questo abbiamo lavorato. Immagini rivolte ad un pubblico che non guarda solo la tecnica di trucco (si da per scontata) ma è molto più interessata al gusto personale e a quel “non so che” di un collaboratore che può aggiungere qualcosa di inaspettato al proprio lavoro. Insomma, una persona che mette l’anima nel risultato del suo lavoro.
Determinato il target io e Chiara abbiamo iniziato la lunga travagliata selezione delle foto. Il suo vecchio portfolio era composto da un insieme di immagini raccolte nel tempo e accostate senza molto senso. Come fosse un album di foto delle vacanze; una di quelle raccolte che solo chi le ha vissute può apprezzarne il senso. Da fuori si registra solo superficialità, ripetitività, mancanza di stile e noia mortale. Per una make up artist l’impaginazione del proprio portfolio è altrettanto importante che per un fotografo. Deve fare in modo che lo spettatore arrivi a vedere fino all’ultima foto. La cuoriosità deve essere stimolata e accompagnata senza dimenticare che per un fotografo la qualità delle fotografie ha il suo valore. Immagini fatte da “amatori” daranno un senso sciatto anche alla più brava delle MUA; una bella foto invece fa risaltare anche i lavori più semplici. E come sempre vale il detto “meglio pochi ma buoni”.

Quello che abbiamo fatto col portfolio di Chiara quindi è stato: tagliare i rami secchi, rispolverare l’archivio delle foto a caccia di alternative valide, includere i lavori più recenti (lasciati nel cassetto per pigrizia), selezionare delle varianti che mostrassero le diverse tecniche di trucco (uomo/donna/nudo/ritratto/fashion/ricerca/stile), chiedere ai vari fotografi delle copie in alta risoluzione per la stampa (mannaggia a voi, ricordatevi sempre di dare un jpg in alta ai vostri collaboratori, anche loro ne hanno bisogno come referenza e a voi non costa nulla), impaginare una sequenza accattivante, iniziare con una foto buona e finire con una ancora meglio, crare una copertina che includesse il nome di Chiara (non fate MAI un portfolio anonimo!), inserire i suoi contatti, stampare un portfolio fisico che fosse carino da sfogliare (seppur più piccolo) in almeno due copie.

Tempo totale: 11 mesi. Più che partorire un figlio.

Ora il suo portfolio ha un ritmo, una cadenza che parte incalzante, calda, per passare ad un ritmo più lento dove si mostra la tecnica per passare di nuovo ad un ritmo più sostenuto con delle cose però più eteree. Un’evoluzione. Ho cercato di accostare le immagini come si racconta una storia, un pò come si fa con i video, scena dopo scena.

Questo è un brevissimo video che mette a confronto il vecchio e il nuovo. A mio avviso l’immagine della professionista che risulta nel secondo portfolio è quasi irriconoscibile. Ora però bisogna uscire con questo lavoro e farlo vedere al mondo. Vai Chiaretta! :-*

2 comments
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2 coments

  • Francesco Marzoli
    29 marzo 2015 alle 16:10

    Pazzesco! Domani lo condivido subito! Ottimo esempio di focalizzazione massima e professionalità!

  • 31 marzo 2015 alle 14:59

    Grande lavoro. Il risultato finale ribalta davvero l’immagine di Chiara, in senso positivo.
    Complimenti.

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