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Altre buone notizie
3 maggio 2013|AmsterdamProfessione

Altre buone notizie

Altre buone notizie

Il 30 aprile si è concluso il primo trimestre fiscale e anche noi, da bravi contribuenti, abbiamo fatto la nostra dichiarazione per il versamento dell’iva. Dal commercialista è stato uno spasso perchè le sue espressioni ci facevano morire dal ridere: ogni volta che gli chiedo qualcosa mi guardava come fossi di un altro pianeta. E le mie erano domande del tipo “davvero non devo pagare l’intrastat? davvero non devo presentare fattura per scaricare il pranzo? davvero non devo avere una ricevuta dei versamenti?” e roba così…. Le buone notizie, che si aggiungono a quelle del capitolo precedente, sono:

  • si carica tutto cioè che è inerente all’attività, anche i caffè presi coi clienti (avete idea di cosa mi posso scaricare visto che faccio foto di food???)
  • il versamento dell’iva si fa da conto corrente bancario, in autonomia, basta un codice e via; nessuna carta da compilare come F24 e menate varie, basta quella del commercialista che vi assicuro, a confronto di quella italiana sembra una lista della spesa di un’anoressica
  • 
si possono scaricare tutte le fatture o ricevute anche ANTECEDENTI all’apertura di partita iva, basta siano inerenti all’attività; io ho aperto a marzo e ho scaricato cose di gennaio
  • non ci sono problemi per le fatture dall’estero, non c’è intrastat (c’è una dichiarazione a parte, ma molto semplice), non si paga niente in più
  • non serve la quietanza del pagamento, se ci sono contestazioni basta fornire il numero di bonifico
  • se si è a credito di iva, la si avrà in accredito sul conto corrente il mese successivo, non esiste la compensazione
  • 
se si è sotto una certa cifra si può decidere se versare l’iva oppure no; ovvero, se si prevede di non superare nell’anno una cifra totale di iva a debito di € 1.350, si può decidere di non versarla. Se la si versa e si è sotto tale cifra, lo stato la restituisce. In poche parole, sotto quella cifra l’iva te la tieni

Oltre a questo, un paio di settimane fa ho chiamato l’ufficio delle tasse da parte di Nicola perchè aveva ricevuto una chiamata qualche giorno prima e tutto preoccupato mi aveva chiesto di capire meglio cosa volessero. Si sa, se in Italia ti chiamano dall’ufficio tasse, sei fottuto. Di certo c’è qualcosa che non va. Beh, la signorina al telefono si è scusata tanto, dicendo che non voleva spaventarci, che voleva solo assicurarsi che avessimo capito bene come funzionano le cose, che avessimo un tax advisor, assicurarsi che non avessimo bisogno di alte informazioni e ci ha fatto tanti auguri per la nostra attività.

Olè.

18 comments
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18 coments

  • 3 maggio 2013 alle 21:27

    si capito frè? Poi però come me sei contribuente da una 15ina d’ anni e fai le nottate a rivedere la contabilità causa lettera minatoria da confutare.

    • Barbara
      4 maggio 2013 alle 09:50

      Ba, conoscendoti mi permetterei di pensare che forse, ma forse, magari hanno ragione loro :-)

  • 3 maggio 2013 alle 21:35

    Se non ti volessi bene ti manderei a quel paese. Sì, in Italia, per espiare!

    😀

    • Barbara
      4 maggio 2013 alle 09:51

      Non mi puoi mandare altrove???? :-)

  • 3 maggio 2013 alle 22:33

    Che dire, uguale come in Italia…
    Mi sa che divento olandese anch’io a sto’ punto.
    E comunque i migliori auguri ve li meritate tutti!
    :-)

    • Barbara
      4 maggio 2013 alle 09:51

      Troppo gentile come sempre! :-*

  • mimmo torrese
    6 maggio 2013 alle 09:17

    …altro pianeta, a quanto vedo :)

    • Barbara
      6 maggio 2013 alle 10:14

      Su diverse cose si. Diciamo un Paese civile (nei sensi più ampi della parola).

  • 8 maggio 2013 alle 11:35

    Sto male…

    Sono a credito di circa 6000 euro da 4 anni… e lasciamo stare la situazione dell’azienda.

    A volte viene da pensare che basterebbe davvero poco a far vivere serena la gente…

    • Barbara
      8 maggio 2013 alle 16:57

      Già… capisco cosa intendi.

  • 4 giugno 2013 alle 13:37

    Forse andrebbe anche in Italia così, se tutti le pagassero ste benedette tasse!

    • Barbara
      4 giugno 2013 alle 16:40

      Purtroppo in Italia il problema non è limitato alle tasse….è anche la mentalità. Qui gli unici che fanno i furbi sui prezzi chiedendo sconti o promettendo future collaborazioni sono gli italiani.

    • 4 giugno 2013 alle 16:52

      Il problema del pagare le tasse si può assimilare alla domanda: “è nato prima l’uovo o la gallina?”.

      Cioè: le tasse sono alte perchè molti non le pagano e molti non le pagano perchè sono ingiustificatamente alte.

      In effetti il problema non è solo l’evasione. Qui, come in molti altri paesi, una bella fetta del problema è la malagestione dei proventi delle tasse. Gli sprechi, le tangenti, gli alti stipendi degli amministratori e i bassi dei dipendenti statali (e la relativa demotivazione derivata da questo). L’assenza o il progressivo degrado dei servizi a cura dello stato ci fanno perdere ogni giorno la voglia (se mai l’avessimo avuta) di pagare le tasse.

      Le stesse aziende sono costrette a considerare la tassazione come un’importante voce di bilancio. Molti investimenti o scelte strategiche (fra cui le assunzioni) devono essere considerati in base alla tassazione applicata; questa non è questione di avarizia… ma di sopravvivenza nel mercato.

      Non credo che verrà mai risolta una situazione di questo tipo, non sono per niente fiducioso.

      • Barbara
        4 giugno 2013 alle 17:26

        Anche in Olanda le tasse sono molto alte, ma tutti le pagano. E di ritorno hai servizi che funzionano. Quindi le paghi più volentieri perchè la città è civile e vivibile ma anche perchè se ti beccano ti fanno un culo a capanna (ma sul serio). Purtroppo mi trovo pienamente d’accordo con te, non credo si possa risolvere, soprattutto fin che uno che non paga le tasse, o sfrutta gli altri, o chiede sconti indecenti viene visto come “furbo”.

  • andrea::tognoli
    6 settembre 2013 alle 12:09

    Oltre al fatto che tutti pagano le tasse, che di contro hai servizi etc etc bla bla boa. Mi sento in dovere di aggiungere un piccolo e insignificante dettaglio. Cerco di essere breve. Hai 45 anni, un buon lavoro, un buon stipendio etc. Però sei bravo a fare anche un’altra cosa e magari ti piacerebbe cambiare e fare quello per vivere. Bene. Chiara la situazione ? OK. Apri una cavolo di Partita IVA, hai una certa età e quindi non puoi accedere a particolari regimi fiscali (vedi minimi superminimi etc). I primi anni, se non hai i soldi di papà o quelli che ti sei messo da parte, è già bello se ti paghi le spese. ok ? vero ? Bene. Arrivi a fine anno e cosa ti dicono ? Che secondo le loro stime tu devi fatturare almeno 30.000 euro e che se fatturi di meno sei soggetto ad una verifica, anzi devi dimostrare che non hai evaso. Per dimostrare apri un contenzioso con AE, il contenzioso lo segue per te il tuo commercialista, perché è talmente un casino che se fai un’altro mestiere non puoi arrangiarti. Devo andare avanti ? No, perché credo che tutti lo sappiano.
    Poi leggo che li se devi pagare meno di 1350 Euro di iva te li danno indietro. Non il primo anno, sempre. Questo permette a chi vuole mettersi in regola di farlo senza farsi strozzare.
    Questo per esempio è un modo per “combattere” gli abusivi che i fotografi matrimoniali italiano odiano tanto (salvo poi fargli fare i secondi matrimoni pagandoli in nero – non tutti ovviamente, ma alcuni lo so per certo).
    … mi viene da piangere ragazzi … :-(

    • Barbara
      6 settembre 2013 alle 20:08

      Infatti credo fermamente che QUESTO sia il vero modo i combattere l’evasione, ma non dimentichiamo che qui, per la società, un evasore è una brutta persona e non un furbo. Il governo E la società ti “costringono” a rigare dritto, che diventa una buona abitudine.

  • 31 gennaio 2014 alle 23:36

    ciao:) chissá se ti ricordi di me:)
    beh, sempre bello leggere buone news:)

    • Barbara
      3 febbraio 2014 alle 10:46

      😉

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